Anime sfregiate

Sono tante le spine sul vostro petto madri
tante le percosse su ossa rosse di sangue,
e i tulipani?
Dimenticate facce dalla misericordia e da Dio
mentre nelle case il vostro amore è carta straccia
e la fica è fica nulla annulla l’assoggettamento a gabinetto
che l’uomo fallico vi impone,
piangendo sorrisi, bevete dagli occhi plumbei
quel fil di vita che non vi nomina, non vi anima
suadente un pensiero fa il crocevia nella vostra testa:
famiglia, figli, figli, famiglia, aggrappata a questo sogno- tomba
a questa tomba- incubo poggiate i vostri sandali su schegge impazzite
di quello che resta del vostro sarò ridotto a un sono, e vi chiedete
-ma io sono?-
Non avete più un volto, molto peggio, non vi diamo un volto,
nel recinto dell’idiozia siete bestiame, la schiavitù schiaccia le vostre brame,
il fiore che siete è sprofondato nel letame.
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L'autore
Psr125712 A
Ho iniziato a scrivere per cercare di capirmi, ho continuato per cercare di farmi capire. Alcune cose le sai solo dopo molto tempo e quando le afferri ti stupiscono. Ora capisco perché molte mie poesie hanno la forma di un dialogo, a volte con me stesso altre con chi mi è rimasto dentro, credo di scriverle perché mi
Commenti (2)
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EnzoL23 settembre 2012
un testo che trovo 'giustamente' duro, nel suono, nelle parole visto il tema svolto, mi piacciono molto alcuni passaggi (tutta) ma ci tengo a sottolineare la resa in alcuni versi: 4- 5-6- 7 e 11- 12- 13- 14 ben ritraggono grazie anche alle lame delle parole la triste situazione che molte donne purtroppo subiscono...
Lunabionda Valentina Di Caro23 settembre 2012
Pesanti versi. Anche se a tratti intravedo esagerazioni, la trovo originale.

