Il gioco del silenzio

il gioco del silenzio
in cui si perdono
fiamme e lacrime
soffitti ed attimi
immobili alterni
a fissare il vuoto
ondeggiando
lanterne fioche
l’attendono.
il vuoto ed il silenzio,
come specchio e paralume per ciò che accade
in un letto di brace dopo un vivo fuoco di legna profumata.
Non ho capito cosa succede nelle tue parole
ma di una cosa sono certo,
brillano come petali gialli ed ora so perchè,
so perchè lo sanno fare.
Lo fanno davanti a me e dentro
più a fondo di quanto io possa pescare.
Brillano lucide perchè così le api possano esserne attratte
così da potersene cibare senza impegno
o farci l’amore, cosa può fare la differenza ?
l’uno esiste per l’altro
l’uno è l’altro.
l’uno e l’altro.
sicché la luce si sdraiava lussuosamente supina
sopra i fiori e la grande protesta dei nostri attimi
intenti a non farsi mollare in solitudine ed ironia
volava sulle pance bianche di alte rondini
e gli insetti sopiti aspettavano bassi la loro ora.
Posando la testa
su di te
io non pensavo più
ed ora il silenzio
mi parla di te
posando la testa
io non piangevo più
pensando più al niente
poggiando la testa
sul tuo mare
silenzio di blu cobalto
come un vetro che ci divide
e noi come gocce d’acqua
lo sapevamo scivolando
che ci saremmo incontrati
di nuovo in terra
loro, i fiori, loro non saranno mai banali
perchè si cibavano di noi nella terra
noi si, con le nostre convinzioni
con le fughe e le occhiate da dietro l’angolo
con i silenzi e le nostre arroganze
spesso siamo banali
quando ci nascondiamo al sole
come quando ci nascondiamo dietro ad un albero
pensando che il bambino che conta non ci troverà
spesso ci crediamo utili
come preti nel confessionale
o dischi di vinile impolverati ad aspettare
siamo spesso incapaci a renderci utili
come bottiglie stracolme
disegnate sulla lingua di un assetato
solo nella distanza
crediamo al valore della vicinanza
a volte non avrei mai voluto accorgemi di me
di essere in grado di essere
di essere in grado di essere in grado
di essere in grado di
di innamorarmi
di te
di avere paura
e ancora
ne sono convinto
ora vorrei baciarti
devo solo scegliere come
e guardarti il viso
e carezzarti piano
non ha mai dato
tutta questa indecisione
penso di aver capito
cosa voglio fare della mia vita
io voglio giocare
saltando
sopra i sorrisi del Sole
fra i capelli che dietro l’orecchio si fanno dolci
sulle pance bianche delle rondini
e fra i giochi e le rincorse
mentre giocano ad "acchiapparella"
le stelle
e vorrei una matita
per scrivere la poca stima che ho di me stesso
e poterla poi cancellare con un solo colpo
e vorrei una fucilata per rispetto a Charles
per aver scritto stelle e luna
per loro vorrei
cantare
con il viso
perso in una valle d’alberi veri e miei
perchè io sento d’essere loro come una ciliegia verde
e suonare vorrei rivolto verso di loro
anche se gli altri non condividono la mia musica
non sanno cosa voglio sognare in silenzio
e cosa rido mentre ascolto le nuvole strisciare via e piango
come spero
possa farlo chiunque
anche se è da ragazzini
e non v’è alcuna necessità
spero che si possa sentire,
amare e giocare insieme
anche senza vedere, sentire
e senza toccare più né il gioco,
né l’amore.
©
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L'autore
Fratello
Ho sempre scritto principalmente per sfogarmi, questi sfoghi sono divenuti Poesie e Reading. Ho partecipato al Marte Live leggendo in locali di Roma incluso il teatro Palladium arrivando alla finale senza vincere assolutamente nulla. Accompagnato musicalmente dal basso elettrico di Gabriele D'Ubaldi.
Commenti (2)
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O
Oliviero Angelo Fuina18 febbraio 2007
Leggerti è già un viaggio! Ma il biglietto ne vale sempre la pena. br Sei un grande, fratello! Come potrei mai commentarti il cielo nel limite dei 500 caratteri?
Leaf18 febbraio 2007
Non ho parole abbastanza lievi da volare sino all’alto delle tue nuvole, Fra... non ce le ho così belle... e me ne dolgo... ma imparerò.Imparerò da te.

