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Riflessioni 1 ottobre 2012 · lettura 1 min · 4421 letture

Avrei dovuto

Anna62 196 poesie pubblicate
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Avrei dovuto danzare anche per chi aveva piedi pesanti e camminava controvento Cantare per chi, pur avendo voce, non ha mai potuto urlare e covava dentro un dolore sordo Avrei dovuto sorridere anche per chi ha sempre cercato di soffocare i singhiozzi trattenedo lacrime amare Sognare per chi si è trascinato per una vita sogni irrisolti, appesi al filo dell’urgenza Pregare anche per chi aveva perso ogni speranza Ma nel mio passato piedi di piombo, urla mute di dolore trattenute lacrime appesi sogni, solo qualche repentino volo e poi rapide cadute E un po' mi vergogno, ma nel mio cuore sento che a nessuno ho tolto Non ho frenato io quei piedi stanchi nè soffocato l’urlo di quel dolore o spento il sorriso di quelle labbra, nè rubato un sogno nè privato alcuno della speranza Solo ci accomuna un uguale destino: essere in potenza come il seme l’albero il pulcino l’aquila il bambino l’uomo l’uomo la consistenza del suo essere E in quel potenziale mutare mai pienamente noi Tensione e dolore
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Non ho mai considerato il dolore degli altri, "un dolore a metà" e spesse volte mi sono sentita impotente, ma indifferente mai...23 maggio 2013
L'autore
Anna62
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Commenti (4)

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Omero Sala1 ottobre 2012

Danza, canta, sorridi, sogna e prega pure per te. A noi basta che tu scriva poesie generose come questa. O no?

Nicolina Macari1 ottobre 2012

Versi che urlano, sorridono, piangono e pregano parole meravigliose... complimenti piaciuta tanto!

Elle1 ottobre 2012

Si è vero ci insegnano a donare e a donarci prima di tutto e iniziamo sin da piccoli a protenderci verso una condivisione, nell'amore reciproco. Ma accade anche di restare immobili, impotenti e di non poterci più occupare degli altri... di non riuscire a farlo. Come se il nostro ingranaggio si bloccasse all'improvviso, come se avessimo noi tanto bisogno degli altri... che gli altri si occupino per una volta di noi. E non è cattiveria, non è mancanza di generosità... è bisogno di aiuto, semplicemente.

Salvatore Testa1 ottobre 2012

Grande interpretazione dell'Autrice, versi che escono dal suo interiore con tanto rammarico ed amarezza, ma anche con la consapevolezza delle sue scelte. Scelte razionali anche se costernate da cadute irrazionali ma senza mai coinvolgere alcuno. Solo il destino della vita accomuna tutti nel bene e nel male. Da applausi.