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Introspezione 20 febbraio 2007 · lettura 1 min · 4888 letture

Parvenza

Elena Poldan 512 poesie pubblicate
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Cammino su tacchi di vanità bendata, affido al bagliore d'uno specchio compiacente la mia essenza ridotta a pura parvenza. Percorsi sbagliati fra unghie affilate, sensibilità sedotta fra sguardi nascosti da ciglia allungate. Rossetti audaci disegnano sorrisi su labbra incapaci a proferir verità. Croci pesanti genuflettono dentro. Danzando ubriaca, fra nubi dispersa, ritrovo me stessa.
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L'autore
Elena Poldan

Oltre i limiti del finito, oltre giorni preordinati, oltre orizzonti delimitati, c’è uno spazio sconfinato dove navigo alla ricerca di un senso che so già non troverò mai e il bello è proprio questo: è una ricerca senza fine, meravigliosa, che mi disancora da tutto e mi fa sentire libera e infinita. La mia sostanza è

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Commenti (7)

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Zima20 febbraio 2007

l'importante è rritrovarsi, esaminandosi, come tu hai fatto, anke negli errori e nelle maskere indossate.. passaggi bellissimi i tuoi, alla ricerca della verità troppo a lungo nascosta!

Elisabetta Randazzo20 febbraio 2007

Scrivi veramente bene Elen le tue poesie sono boccioli di rosa.

Massimo C20 febbraio 2007

A mio avviso... per scrivere quello che hai scritto non credo che tu ti sia mai persa nel vero senso della parola... ma solo vissuto le necessarie deviazioni alle quali siamo tutti soggetti. Grazie per questa splendida autocosciente introspezione.

N
NoName20 febbraio 2007

Sono rimasta affascinata dal tuo tono delicato ed elegante, dalla fluidità dei versi, bagnati di dolce essenza di donna br! br spero di rileggerti presto

C
Chris20 febbraio 2007

... nel lampo di uno specchio la genesi di un disagio, nel sabba della danza l'ancora di una possibile salvezza... nel lume dei tuoi versi l'avvisaglia della tua essenza...

S
Sere9 marzo 2007

Bella e molto vera... la semplicità è la strada più breve per trovare noi stessi! Un sorriso.

Azar Rudif31 dicembre 2014

Se è parvenza, allora sai di non essere tu. E' già una gran cosa capire chi siamo e non è da tutti riuscire a scorgersi. A volte si vive secondo gli schemi e le deviazioni che una certa società insegna come "regola" ed arriva il momento che ci accorgiamo di aver sbagliato a vivere. In quel momento ci riteniamo colpevoli della nostra condotta e ci puniamo, ma in realtà è colpevole la società e chi abbiamo avuto vicino e ci ha assecondato. L'ultima strofa rimanda questa sensazione del ritrovarsi, sensazione che ci rende la vita confusa e indistinta. Sarà sofferta la risalita a noi stessi ed a quel nostro conoscerci, ma bisogna farlo. Il "noi stessi" rimane sempre fedele alla verità ed alla giustizia e ci attende sempre.