Babele

Oltre i limiti del finito, oltre giorni preordinati, oltre orizzonti delimitati, c’è uno spazio sconfinato dove navigo alla ricerca di un senso che so già non troverò mai e il bello è proprio questo: è una ricerca senza fine, meravigliosa, che mi disancora da tutto e mi fa sentire libera e infinita. La mia sostanza è
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un'eruzione di versi, densa e dura come marmo alla lettura di questa tua, una disamina focosa e dolente, mi da proprio il senso di costretto, claustrofobico... la chiusa da urlo
Sembrerebbe una babele di immagini in versi, ma contrariamente alla torre di Babele ove le lingue si confusero, c'è un linguaggio in comune in questa esplosione di sensazioni. E' l'insofferenza al disordine ed al caos che è al di fuori di chi scrive. E' insofferenza verso un mondo sensa senso e senza sensi. Versi molto duri e feroci, seppur alleggeriti da un sodalizio appena accennato nella seconda strofa
avevi tante parole amica mia, intense e a tratti rabbiose. Capita anche a me di non poterle contenere ed allora escono poesie come questa che travolgono, inondano l'anima e tutto quello che ci sta attorno... l'ho vissuta più che letta questa tua. B r a v i s s i m a: -)
Poesia che si legge tutta d'un fiato lasciando amarezza nell'anima ma anche un'indescrivibile coinvolgimento. Una poesia dura, forte ma estremamente bella per come è espressa, per come il pensiero s'infila in ogni fibra della pelle, e la punge scucendola per poi ricucirne i brandelli, per come va e poi ritorna nella mente e straripare definitivamente su un foglio nella speranza di riposare "questa stolida speranza... mentre sorvola e appiattisce di calma". Sensazionale! Molto molto sentita! Complimenti per la bravura nell'esporre questo tuo pensiero così irruente quanto dolorosamente riflessivo.
Versi forti, un susseguirsi di emozioni a strappo che rendono il pensiero della poetessa un urlo nella coltre d'ordinaria schermaglia della vita.





