La vecchia fonte
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Le conche di rame sul capo
in precario equilibrio
come un gioco di prestigio.
Le vedevo arrivare quando già
dalla via fuggito era il sole,
sparite le lucertole dai massi
e giungevano solerti
le lucciole a rischiarare i passi.
Attingevano linfa vitale
alla fonte, la vecchia,
che per secoli ha regalato la vita.
Specchiate nell’acqua lustrale,
novelle Narciso,
le ragazze di allora
generavano sogni,
lisciavano i nastri e le trecce
e nei sorrisi smaglianti
leggevano grandi promesse
mentre nell’aria alitava
vezzosa e felice l’anima
della fonte, tutrice devota
dell’universo contadino
della mia infanzia.
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L'autore
filiberto
Sono nato nel 1949 in un piccolo borgo in provincia di Rieti e, dopo varie peregrinazioni in tutta Italia, ora risiedo in Molise. Mi piace leggere di tutto e scrivere sia in versi liberi e sciolti, sia in rima, ma in questo secondo caso non mi sento eccessivamente vincolato dalle regole della metrica che interpreto,
Commenti (1)
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Alberto De Matteis11 ottobre 2012
Bellissima lirica, con versi scorrevoli e fluidi, con tanti suggestivi ricordi della propria infanzia. Nostalgica e molto apprezzata. Complimenti.
