Avrei voluto dirti... e fa già un anno!
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
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Una poesia bellissima, umana, densa di un dolore purtroppo vero in mezzo a tante finzioni di sofferenza esistenziale che si riscontrano troppo di frequente. Una poesia che ti entra nell'anima e che ti coinvolge, versi che escludono ed impedisono ogni stretto e particolare commento, perché già dicono da sé anche troppo e le nostre considerazioni sarebbero superflue. "Avrei voluto dirti..." Quante volte, quando una persona che faceva parte della nostra vita e che ci è venuta a mancare, noi ci fermiamo a considerare, con sofferenza, le parole che avremmo potuto dirle in determinate circostanze e che allora non abbiamo espresso. Ora però non c'è più, e quasi ci soffoca una forma di sottile rimorso. Ma il tempo oramai non ci dà più spazio.
Una lirica dolente e raffinata di alto pregio che parla di un amore unico ed irripetibile che nemmeno la morte ha interrotto. Passano le stagioni eppure continua il dialogo ininterrotto fra il Poeta e la persona amata in un continuum di emozioni e sensazioni palpitanti. E mentre nella dimora tutto parla di colei che si "è addormentata", la Poesia di gran talento dell'Autore fa volare sommo il ricordo sulle ali struggenti del rimpianto. Ti sia consolazione la lirica, Poeta.
"Avrei voluto dirti..." e dice tutto del tempo che trascorre stando fermo dove il dolore stringe nel respiro l'anima addormentata nel mistero.



