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Riflessioni 15 ottobre 2012 · lettura 2 min · 2523 letture

Avrei voluto dirti... e fa già un anno!

Gesuino Curreli 1281 poesie pubblicate
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Avrei voluto dirti... e fa già un anno che ancora sento l’alito del giorno in cui crollò ogni cosa ch’era intorno, e tutto lì finì con il tuo affanno. Tacque il respiro infine, e nella stanza calò un silenzio che si sparse lieve negli angoli, e fu buio fondo e greve che ammutolì i residui di speranza. E poi il tumulto e il vuoto delle ore, le sere lunghe e ancora palpitanti della presenza tua e di quel sentore che sa di vane attese e sconfortanti. Avrei voluto dirti... sai? Un bel sole si attarda, mite, in coda alla stagione e splende, bianco, quasi a dar ragione del perché si soffermi sulle aiuole. Ma nel giardino scorgo come assente la luce di altri giorni che non torna, e trovo dentro il fiore che l’adorna un non so ché di tenero e dolente... come quando balugina e tramonta l’entusiasmo del tempo più ridente. Avrei voluto dirti... che racconta di te chi mi confessa il suo stupore, e io gli dico come e perché muore il quotidiano in me, se mi sormonta lo smarrimento e il nulla riempie il cuore. Ed altri, come me, trovano il pianto amico in solitudini e lamenti, per mille e più domande sugli eventi che ci abbattono come un forte schianto. Avrei voluto dirti... e fa già un anno, ma sembra solo ieri che ho chinato il bacio sul tuo viso addormentato. Così stagioni ed anni passeranno e non sapremo mai perché la sorte, imperterrita, ha scritto che la morte fosse compagna nostra. E noi piangiamo.
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L'autore
Gesuino Curreli

Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....

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Commenti (3)

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Lorenzo Crocetti15 ottobre 2012

Una poesia bellissima, umana, densa di un dolore purtroppo vero in mezzo a tante finzioni di sofferenza esistenziale che si riscontrano troppo di frequente. Una poesia che ti entra nell'anima e che ti coinvolge, versi che escludono ed impedisono ogni stretto e particolare commento, perché già dicono da sé anche troppo e le nostre considerazioni sarebbero superflue. "Avrei voluto dirti..." Quante volte, quando una persona che faceva parte della nostra vita e che ci è venuta a mancare, noi ci fermiamo a considerare, con sofferenza, le parole che avremmo potuto dirle in determinate circostanze e che allora non abbiamo espresso. Ora però non c'è più, e quasi ci soffoca una forma di sottile rimorso. Ma il tempo oramai non ci dà più spazio.

Marina Pacifici15 ottobre 2012

Una lirica dolente e raffinata di alto pregio che parla di un amore unico ed irripetibile che nemmeno la morte ha interrotto. Passano le stagioni eppure continua il dialogo ininterrotto fra il Poeta e la persona amata in un continuum di emozioni e sensazioni palpitanti. E mentre nella dimora tutto parla di colei che si "è addormentata", la Poesia di gran talento dell'Autore fa volare sommo il ricordo sulle ali struggenti del rimpianto. Ti sia consolazione la lirica, Poeta.

perlanera15 ottobre 2012

"Avrei voluto dirti..." e dice tutto del tempo che trascorre stando fermo dove il dolore stringe nel respiro l'anima addormentata nel mistero.