Il malcontento d'Alighieri
Emanuele Strada
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Pianura mia natia
ove riposa Dante
è terra solatia
per tutta la mia gente
che scelse nel silenzio
un grido di coraggio
ricordo di Bisanzio
rifiuto dell'oltraggio
del tempo e degli umori
di certi purosangue
fini incantatori
se l'acume langue
tornano a raccontarci
di mille cambiamenti
per lobotomizzarci
così sarem contenti
d'aver la testa china
oppur la mente vuota
idee in naftalina
più nulla che ci scuota
ma dal silenzio il vate
da bianca sepoltura
parole adirate
in viso alla cultura.
©
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L'autore
Emanuele Strada
Seme contrario alla terra sopravvissuto alla mietitura degli amori sarò pianta robusta nella piantagione del mio nutrimento si prega di lasciare libero il passaggio da nuvole tempestose e cirri di sbadigli da oggi mi nutro di puro sole.
Commenti (2)
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stelsamo20 ottobre 2012
E' proprio così, dati i tempi che corrono ed i politicanti che vorrebbero lobotomizzarci, con i loro triti e ritriti discorsi di "cambiamento" è proprio il caso che l'Alighieri si rivolti nella propria tomba!
Sandrine Novelli3 novembre 2012
Intensa poesia ove l'autore nel giusto grido silente dall'Illustre Alighieri ci lascia pensare ai soprusi eterni di chi governa!


