"La fuga del tedoforo"
Nella sabbia ho lasciato essiccare
le mie imprese e la mia stella lontana.
Nel cielo ho cercato di seppellirne
la forma, il ricordo, l'identità,
affondando il viso in nuvole
di altre pelli, colori, profumi.
Attraverso il vento ho visto
deflagrare quelle nuvole, e divellere
quella sabbia.
Ora stento a credere di respirare ancora,
mentre scrivo versi d'amore fra cielo e terra
e dipingo incantesimi leggiadri dove
ci sfioriamo, inibiti dal contatto,
incapaci di proliferare parole
emozioni battiti.
Incapaci di riconoscerci nell'amore
incapace di riconoscermi, amore.
©
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L'autore
S B
Sono uno studente di Giurisprudenza, e ho iniziato a scrivere circa quattro anni fa. Molte delle poesie che ho scritto in passato risentono del programma del liceo, ora perlopiù delle letture personali. Il primo poeta d'amore che m'ha spinto a scrivere, attraverso la sua lettura, è Nazim Hikmet. Rimane quello che maggi
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