November
porte chiuse e sagome di pino
in queste vie che annusano abbandono,
scuotono il pensiero come tuono nel sereno
memorie senza fiato
attraversano cortili,
a volte come piuma lisciano il mio andare
ma il fondo ha un futuro
nudo di colore
inutile il bicchiere quando vuoto non risponde,
rumori come sponde delineano il confine,
discontinue orme a terra
fra cenere e sudore
la tua faccia resta piatta,
linea storta il suo profilo intorno al mio cadere,
attendo ancora all’uscio
un saldo di calore
e ancora sarà pioggia distorta sulle spire
a graffiare lenta le ultime mie uscite,
opaco ora dipinge allo sguardo il tuo passare
in lento effluvio mestamente
scompare in nuvole supine
©
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Commenti (1)
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stefania giacarelli1 novembre 2012
Ah! Una lirica splendida, che tracima d'amore e morte ma dolcemente, lieve come piuma...