Vanità
Alessandro Labriola
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è certo il mio intento,
immorale il passo
guizzo tra sorrisi ingenui
- muoio per uno sguardo
La mia rosea superbia
inonda il gala di applausi fastosi
mentre imito le espressioni più umane
- s'infrange della rosa il torpore
Avanti! Che al mio strascico
si riuniscono scontenti predatori,
la mia lingua v'invoca per gioco
- danzo e danzo sempre sola
Sono riflessa fieramente
nel sudore acre, negli odori pungenti
della lotta; mentre nutro la discordia...
Vivo solo nel desiderio
e ammetto, pur con dolcezza,
d'esser fatale.
Amo solo me stessa,
affogando un ulcerosa invidia
dietro eleganti moine - e non potrei mai
rivelarVi il mio nome o chi ero.
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L'autore
Alessandro Labriola
Commenti (1)
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C
Chiara8429 gennaio 2013
Tipica vanità, che fa cadere ai piedi di una donna tutti gli uomini più insicuri.
