Salta Rospo

No non posso dire
D'essere un tipo fallimentare
Non posso dire
D'essere un animale
Forse mi piacerebbe starvi solo
A guardare
Forse vorrei solo farmi male
Nelle vostre serate speciali
Vorrei avere i vostri gioielli
Sotto il mio cuscino
Le vostre violacee pinguedini
come arabeschi
Vorrei andare ai vostri appuntamenti
Con il sogno
Per vedervi finalmente vivere
Avete tutto quel che serve
Per un party di fine estate
Siete tutto quel che ho
Per esistere
- triste lato della storia -
Un insospettabile desiderio
D'evasione
Dalla vostra ossessionante presenza
Della disperazione
Siete la quinta essenza
Ed io il vostro
Tragico
Ridente
Lacerante
Salta Rospo,
Il vostro umile buffone
Che dorme
Con un coltello a portata di mano
Ed un fiore nel cervello
Ghignando
Balzo via
Tra un calice d'oro
E un coscio di cervo
Ingobbito
Guardo l'animi vostri
Pendagli da lampadario
Andarsene in fumo
Mentre osservo
Incuriosito
L'ombra funesta
Della mia feroce
Esistenza
Che'l candelabro
Proietta
Sulla parete scarlatta
Della mia memoria ferita...
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L'autore
Alessandro Rossi
Nato a Roma il primo marzo 1980. Cresciuto a Roma, con lo spirito rivolto verso le montagne dei miei nonni paterni, i quali sempre serberò nelle profondità più intime del mio cuore. Felice di aver vicino una donna fantastica. Nonostante un lavoro che mi intorpidisce l'animo, conservo i sogni di un uomo liber
Commenti (1)
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Splendido Leotta Michele19 novembre 2012
posta sui rilievi che accerchiano, pone su basi della fantasia alternanze del vero che impiegano esternazioni in ombra di sole che circuisce il suo luminoso alone in aderenza del presente che in figurazione traspare... notevole sentita ed apprezzata Poesia
