La città

La città,
Terra stuprata,
Accumulata, accalcata,
Fiaccata ad un uso verticale,
Innaturale:
Piedi su teste
e gambe su mani;
Specchio,
Realtà rovesciata,
Chiusura d'un cerchio:
L'ellisse del pensiero
N'è l'eclisse!
Aghi di pino
Ammantano marciapiedi
Che furono orti
Che videro sudor bambino
E faide e morti
Ora
Per concime e letame
ricevon solo sterco di cane
Occasionali braccianti
Sono le notturne passanti
Che guardano lontano
Lo svanito sogno italiano
L'assenza d'un qualche Dio
Mi riempie la giornata
Come d'antica disperazione
E sol adesso m'accorgo
Di ciò che conta:
Un posto per la mia auto,
Un rientro tranquillo
(far prima è far meglio)
Una tana accogliente
Lo squittire petulante
Di mille tecnologie
Di mille frenesie
Di qualunque distrazione
Possa darmi soddisfazione
Eppure
Ogni giorno
L'assenza d'un Dio
Mi perseguita
Sin sull'uscio di casa
Sin sull'uscio del cuore,
Frammenti d'emozione
Circoncisione d'animo antico
Così in modo eguale
Mi perseguitano
Questi cumuli di terra
E mi fan male
Questi orti asfaltati,
Questi aghi di pino,
Che coprono quasi per pudore
Questi orti dimenticati...
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L'autore
Alessandro Rossi
Nato a Roma il primo marzo 1980. Cresciuto a Roma, con lo spirito rivolto verso le montagne dei miei nonni paterni, i quali sempre serberò nelle profondità più intime del mio cuore. Felice di aver vicino una donna fantastica. Nonostante un lavoro che mi intorpidisce l'animo, conservo i sogni di un uomo liber
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