Dai roridi campi
Gesuino Curreli
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Dai roridi campi un caldo umore
si mescola all’ ovatta del mattino,
la notte scioglie il suo manto rubino
e la bruma scompare nel colore
dell’attesa di un prossimo respiro.
La terra si apre al vomere e il trattore
procede lungo l’umido crinale,
è dolce la ferita e non fa male
come un corpo trafitto per amore.
Presto saranno frutti, e altri virgulti
rinverdiranno i pascoli e gli armenti
si nutriranno dove le sementi
avranno superato i freddi insulti
dell’inverno che bussa già alla porta.
La cagnetta mi segue e fa da scorta
per i tratturi verso il fondo valle,
e la montagna vigile alle spalle
si presta alla carezza che gli è porta
dalle nubi rotonde del ponente.
Cammino nel silenzio, e dico niente,
ascolto ogni sussurro, ogni bisbiglio
dei lentischi arroccati sopra il ciglio
fino a giungere al letto del torrente.
Le tanche distese hanno il sonaglio
delle greggi assonnate e il mio pensiero
assorto in questo amore mattiniero
cui non rinuncerei neanche per sbaglio.
©
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L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
Commenti (1)
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Aldo Bilato19 novembre 2012
nemmeno se per sbaglio mi sorprendo tanto è l'amore per la natura che anche al buio non mi snatura siamo all'unisono con la terra che della mente appare sgombera da pensieri e coltivati dogma... * nemmeno per sbaglio: no!

