Prigioniero

Su i ceppi accesi vampa di calore,
che si espande fra le umide mura
di scrosci tuonanti prigioniere,
a oscurar il limpido scenario.
L'allegro borbottar del camino
assolve a quel gradevole rito,
con brama vorrei esser lontano
in altre faccende rapito.
Tu pioggia battente
impavida decidi della mia vita,
inesorabile nel limitarmi la libertà
mi hai relegato a uccel di nido.
Insistente il fato a disfare
e io cerco lo spiraglio
per imporre quella forzatura,
ma la volontà brancola nel buio
mentre la solita litania cozza con l'ideale.
Preso in questo vortice senza scampo
inesorabile in cuor mi dibatto,
prende così corpo la legge del rimando:
aspettando una schiarita per spiccare il volo.
Le mie certezze con amarezza si liquefanno
mi resta solo quel senso di impotenza e affanno,
mentre la fiamma avvampa e di calore inonda:
legato mani e piedi, prigioniero in questa stanza
in sterili propositi ...senza sostanza.
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Commenti (4)
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Rosita Bottigliero21 novembre 2012
un lamento e una prigionia che rende tutto più inaspettato... l'incessante pioggia e l'attesa fanno della lirica un capolavoro eccellente. bellissima.
Giacomo Scimonelli21 novembre 2012
versi che mi hanno lasciato senza fiato... verseggiare scorrevole e coinvolgente... apprezzatissima
Sara Acireale21 novembre 2012
Capita che ci si sente prigionieri in una stanza, davanti a un caminetto acceso anche se... non ci sono catene che tengono legati ma si è prigionieri nella mente, nell'anima... S'invidiano gli uccelli che possono volare e si sospira la libertà che viene negata per i pregiudizi e i tabù...C'è qualcosa di noi che può essere veramente libero e questo è il pensiero...
Emanuele Martina21 novembre 2012
quella prigionia che sentiamo dentro e ci termenta, davvero splendida, complimenti



