Guarda le dita
Gesuino Curreli
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Guarda le dita, guarda i polpastrelli,
non danno più carezze da una vita
guarda come si è spenta e inaridita
la voce che cantava gli stornelli.
Mischio quattro parole di ignoranza
e spargo rime per farmi contento
ma non so se riesco nell’ intento
col quale ardisco pieno di speranza.
Saranno rime di poca importanza,
quattro parole e poi il sogno che segue
come una scia di stella quando esegue
parabole indicibili e la stanza
della notte si accende del suo incanto.
Io no! Io no! Non così tanto!
Solo un barlume dentro il chiaroscuro
di giorni uguali, avari di sostanza,
quando con entusiasmo mi misuro
per tradurre il dolore con un canto.
Guarda le dita, guarda i polpastrelli,
non danno più carezze da una vita
guarda come si è spenta e inaridita
la voce che cantava gli stornelli.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
Commenti (1)
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Lorenzo Crocetti9 dicembre 2012
Un elegante e variegato rimare nel segno di una pessimistica, dolorosa e rassegnata al tempo stesso constatazione del tramonto di ogni speranza nel futuro. Auguro a quella voce che un tempo cantatava stornelli e che ora, a suo dire, si è spenta e inaridita, di riprendere l'antico vigore lungo i sentieri difficili ma consolanti della Poesia, che da sempre sa dimostrare la propia riconoscenza. E' pleonastico ribattere per l'ennesima volta sulla bellezza delle composizioni di questo poeta, come lo dimostra anche questa lirica.

