Mi sono immerso
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
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Gesuino avrebbe potuto intitolare questa "Il canto della solitudine". Una solitudine amara, acuita dallla tristezza dell'inverno, leggermente confortata da un fuoco che arde nel camino, ma che riporta a momenti lontani, "i giorni mai scordati" certo vissuti in altra atmosfera d'animo. Ritorna il poeta alla tristezza dei pensieri, perché basta un fischio che laceri l'aria per far scomparire quel tenue conforto del camino acceso che all'istante si perde con un ritorno "all'oggi impervio dei pensieri". La tristezza della poesia si conclude così, in un rassegnato grido lirico alla perduta libertà di oggi che prima almeno permetteva un poetare in una rima di speranza. Ora non è più così... Ottimo procedere poetico, come sempre, del resto

