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Riflessioni 12 dicembre 2012 · lettura 1 min · 2476 letture

Mi sono immerso

Gesuino Curreli 1281 poesie pubblicate
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Mi sono immerso dentro la poltrona davanti all’ onda calda del camino e il crepitio più antico del destino umano mi conforta quando suona come può la virtù di un gran violino. Impietoso si affaccia ormai l’inverno ed è inverno nell’anima che soffre i giorni mai scordati e le cui cifre illuminano il buio dell’ averno. E’ grigia e bassa l’aria, e la giornata non porterà ventagli di entusiasmo, né avrò passioni per un dolce orgasmo dentro la solitudine ovattata. Il fuoco ed io nel vuoto del silenzio che lascia trapelare dal cortile, un alito di vento, ed un vinile che canta un ritornello di altri tempi. Poi lacera la calma un fischio ostile e torno all’oggi impervio dei pensieri, persa la libertà che fino a ieri dava alla rima il passo più gentile.
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L'autore
Gesuino Curreli

Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....

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Commenti (1)

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Lorenzo Crocetti12 dicembre 2012

Gesuino avrebbe potuto intitolare questa "Il canto della solitudine". Una solitudine amara, acuita dallla tristezza dell'inverno, leggermente confortata da un fuoco che arde nel camino, ma che riporta a momenti lontani, "i giorni mai scordati" certo vissuti in altra atmosfera d'animo. Ritorna il poeta alla tristezza dei pensieri, perché basta un fischio che laceri l'aria per far scomparire quel tenue conforto del camino acceso che all'istante si perde con un ritorno "all'oggi impervio dei pensieri". La tristezza della poesia si conclude così, in un rassegnato grido lirico alla perduta libertà di oggi che prima almeno permetteva un poetare in una rima di speranza. Ora non è più così... Ottimo procedere poetico, come sempre, del resto