In una notte come ora
In una notte come ora,
di gelo e nebbia,
con i prati di brina
e i randagi infreddati,
vai alle ombre dell'inverno
sulla strada.
Richiami fantasmatici
di amici ormai andati,
coi passi del tempo
alle notti ormai usati,
portano a un piccolo
infinito del passato,
tra conversari sulle
stelle, la vita, l'amore
e le donne belle,
entro un antro fumoso
di legni ardenti,
di canti, di vini caldi
e fumanti.
Era il paradiso
di poca cosa ma penetrava
ossa e menti, in una
beatitudine da ogni
altra cosa assente.
Ora cerchi sulla strada
quelle risa e i volti,
e le stelle son di ghiaccio,
e i fantasmi sono vecchi
ormai e stanchi.
Compaiono di rado
sui notturni sentieri,
rubano qualche
istante a quei momenti
andati, ma serbano
intatto il calore di ieri.
©
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L'autore
Francesco Fabris Manini
Sono nato nell'immediato dopoguerra e la cronaca della mia vita mi vede risiedere, in tempi e circostanze diversi,in più luoghi geografici e culturali.Soprattutto il Veneto,la Toscana e la Lombardia dove attualmente risiedo.I miei studi primari sono classici (Liceo) e filosofici (Università di Firenze). Amo le mie fig
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