Sabato
Gesuino Curreli
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Ecco... ma non è il sabato di allora,
gonfio d’attesa per il dì di festa,
è sera che il domani non colora,
e minaccia di vento e di tempesta.
La solitudine nel vicolo è più cruda,
lo spazza il vento e neanche lui s’arresta,
si fa inquieta l’ora, e più molesta
mugugna la forsizia, fredda e ignuda.
Orsù! Una voce almeno che rincuori,
un soffio, solo un timido bagliore
di questo giorno che finisce le ore
dimentico di palpiti e di amori!
Orsu!...imploro dietro la finestra,
ma il vetro ha il gelo che non sente più.
Rimbomba l’eco della mia preghiera
e si perde nel vico che va giù...
Domani non sarò sopra il sagrato
ad attendere amici trepidante...
Ma che dico? Quel tempo è già distante
e tace l’entusiasmo ch’è passato.
Ora è tutt’altra cosa lo scandire
del silenzio sull’orda dei pensieri,
è ruvido il colloquio coi misteri
che sembrano implacabili e punire.
Orsù!...
è il sabato che passa e che m’ignora,
quello di allora non ritorna più
©
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L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
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