M‘ero
Passano i tuoi occhi
nascosti tra le nuvole grevi.
Spiragli azzurri dalla prigione.
Spiragli azzurri.
La domenica non lascia traccia
scritti maligni in un diario nero
raccontano i posti che uccidemmo.
Son tornato solo per sentire...
Quanto non ti sento, quanto...
Mentre ti fai toccare,
mentre ti fai morire,
mentre ti sei già nuda,
appena sei seduta,
nel penetrare i liquori deliziosi
del tuo profondo oscuro e urlante.
Non ti sento
e stupefà il quanto.
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Commenti (1)
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Angela Fragiacomo6 gennaio 2013
non ti sento... e stupefà il quanto. come dirlo meglio? non credo si possa, spiegare con solo parole, la mancanza, così come la sento in questa poesia, e il masochistico tornarci, quel farsi male nel ricordo, torturandosi riesumando e penetrando ancora, nei dettagli l'emozione, evocata
