Stranaluce
Emanuele Strada
143 poesie pubblicate
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Dal calice bevo a sorsi
l'alchemica fusione
tra cielo e terra
finché la misura non sia colma
fra le cose d'amare e da perdere.
Nella sala d'aspetto
osservo la luce scomposta
di giornate sgranate
come un rosario di sonno.
Qui attenderò di leggere il patto non scritto
che corre tra gli occhi degli uomini.
Negli incroci delle possibililtà
dove la potenza intatta e incontrastata
si erge tronfia
all'ingresso
dell'investitura di un amore.
Tastare il palpito
nell'emozione della carne viva della gente,
insinuarsi nell'occassione
e farsi prigioniero galleggiante
nell'insoddisfatta soffocata
eccitazione che ci consola e ci compiace.
Adesso, solo
là nel pruno spinoso delle viltà
a contar sulle dita le passioni smarrite
e a noleggiare il dolore al miglior offerente
per avere in cambio una quota di bene.
A giocare con talismani di madreperla
buoni per l'infelicità
buoni da sciogliere nelle tasche;
così,
magari
a tempo perso
m'inventerò
il sole giusto per me.
©
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L'autore
Emanuele Strada
Seme contrario alla terra sopravvissuto alla mietitura degli amori sarò pianta robusta nella piantagione del mio nutrimento si prega di lasciare libero il passaggio da nuvole tempestose e cirri di sbadigli da oggi mi nutro di puro sole.
Commenti (1)
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stelsamo7 gennaio 2013
... inventarsi il sole giusto per se. Sublime poesia!

