Da ultimo
Gesuino Curreli
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Da ultimo, salite quelle scale
che credevamo lunghe e senza fine,
scorgiamo il tratto breve del confine
intriso di agrodolce, amaro e sale
che insaporiva i giorni di esistenza.
E’ lì vicino, e tocchiamo con mano
quanto sia lesto il transito delle ore
che seminano dolci sogni e spore
di autunni caldi nel destino umano.
E più si guarda e più si fa vicino
il temuto orizzonte in cui finisce
ogni luce che il sole partorisce
nel cerchio disegnato sul cammino.
Ma è proprio lì, davanti allo stupore
che credevamo non dover provare
nei fuochi d’artificio e nel vociare
del cielo che infondeva ogni vigore.
Si affaccia lì la fine, e quando viene
vediamo il nostro nulla, e lo tocchiamo
increduli di quanto poco amiamo
l’essenza di ogni cosa che conviene.
S’appressa l’orizzonte e sarà notte,
e il giorno che lì cade non risorge
come l’alba indorata quando porge
altre luci e speranze mai interrotte.
No. Lì è la fine eterna che spaventa
poeti, ed impettiti presuntuosi,
sicari mascherati ed invidiosi
mai paghi della sorte umile e lenta.
Ora ci ferma tutti e lì si scende,
per dove non lo so, ed in coscienza
consola che ogni brama di potenza
finisca nelle spire a cui propende
il senso misterioso di esistenza.
©
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L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
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