Funesta
Questa tranquilla e grigia,
sospesa e sola, immensa e bianca,
desolata e già stanca,
giornata del cazzo,
dietro l‘apperenza,
il cancello del palazzo
aperto appena, per conforto al ladro,
e la porta della casa,
entrio con grande quadro,
esagerevolezza di lucide metà,
bottiglie care alla polvere,
c‘è l‘ira della noia, l‘ira.
©
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