Preghiera a un dio sconosciuto
Gesuino Curreli
1281 poesie pubblicate
+ Segui
Prenditi i venti freddi del mattino,
e il sole malaticcio che non scalda,
ora non ho la rapida e spavalda
reazione allo squilibrio, ed è meschino
lo sforzo che riesce sempre vano
per leggere il dolore acerbo e arcano.
Prenditi, sorte, i rigidi strumenti
con cui rimesti il fragile destino
di chi conosce il male più vicino
di quanto non dicessero gli eventi.
Prenditi, e sii benigna, l’incompresa
solitudine fredda alle risposte,
alla luce del vero apri le imposte
per l’anima straziata dall’ offesa.
Dicci che l’esistenza è nel dolore,
e che il dolore sta dentro la vita,
dicci il perché dell’anima smarrita,
orfana del respiro di un amore.
Narraci del finito nostro agire
nell’ eterno mistero dell’immenso,
rendi lume e coscienza a corpo e senso
perché il dolore possa far capire
un’altra età vissuta con lamento...
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
Commenti (2)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Chiara Vacchieri13 gennaio 2013
Una preghiera che sa di lamento per chieder conto al divino Creatore d'esser immortali a quel sentimento che nella vita s'accompagna al dolore.
Aldo Bilato13 gennaio 2013
Sorte, non mi nascondo invano dietro la condanna a me assegnata amore, fine ultimo la vita che ci conduce per mano nel dolore. Il fine ha senso solo nella giustificazione del percorso e dell'accidentale formulazione che ci vide intraprendere un sentiero mai a nessuno uguale...


