Odio
Odio
nel precetto d'altri
scacciare spire di me
qual vile che si volga altrove
fronte al torto altrui sofferto
e inneggiare a Minerva
nell'ora divina del castigo
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Commenti (2)
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Mauro Zappi8 novembre 2005
Bella veramente... Mi piace molto come scrivi, molto particolare... ! Mauro
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Marcos D Ingaldi28 dicembre 2005
Grazie. Si hai proprio visto bene. Sono un pignolo! E cerco anche assonanze che, quando pronunciate, diano ”suono e immagini” a ciò che cerco di esprimere. Come qui per esempio, nel 5 verso: ”fronte al torto altrui sofferto”. E’ quasi uno sciglilingua, suoni cupi, con prevalenza della R gutturale, chiusa che, nell’insieme, mi dà l’idea di sofferenza, contorsione dal dolore. Un’immagine di ciò che cerco di rappresentare data attraverso un agglomerato di suoni duri e bui.