Non lascerò la traccia
Gesuino Curreli
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Non lascerò la traccia dei miei giorni
che sono soffio e foglie sbriciolate
in braccio ai venti come anime alate,
pulsioni che non hanno più ritorni.
Sarò nell’aria polvere leggera,
inane, esposta ai soli dei tramonti
che fermano i bagliori sopra i monti
quando il giorno si posa sulla sera.
Sarò l’impercettibile del sempre
che mi succederà nell’infinito
del tempo incomprensibile e proibito
all’uomo che consuma nel suo ventre.
Che ne sarà di me, sfatte le carni,
non so, ma se dovessi avere un senso,
vorrei tenere in mente ciò che penso
in questi giorni amari, freddi e scarni.
Volare negli spazi siderali
e ritrovare slancio ed emozione
dell’anima che vive in comunione
con palpiti ineffabili e fatali.
Non so cosa sarò e non mi tormenta
l’oscurità che attende e che divora
l’uomo dentro il destino che si ignora
...
non so cosa sarò, e non mi spaventa.
©
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L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
Commenti (2)
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adriana sini15 gennaio 2013
la tua spavalderia ti sarà d'aiuto quando quel momento arriverà: alza il mento per affrontare l'ignoto e l'ignoto ti accoglierà con benevolenza...
Lorenzo Crocetti16 gennaio 2013
Una poesia in quartine, in rima, e per di più bellissima. Che ne diranno i fautori della poesia anticlassica, quelli che non conoscono la metrica, e che pensano di far poesia vera solo scrivendo in pessima prosa e andando a capo del rigo ogni tre o quattro parole? Io dico che una poesia come questa onora il sito che la ospita, come la onorano le tante di questo poeta e di tanti altri autori che lo fequentano. Ripeto: questa è Poesia...

