Sin dove è possibile vedere

SIN DOVE È POSSIBILE VEDERE, quel sogno verticale...
Correvo,
a piedi nudi,
ma non sapevo dove.
Forse sarei caduto un giorno.
Il buio dentro mi aveva sostenuto
e galleggiando in quei pochi attimi di sogno,
il cielo di sbieco,
lacrimava di sua intimità.
Correvo,
a piedi nudi,
ma non sapevo dove.
Il Sole mi bruciava il sangue e la pelle mi calpestava addosso il coraggio.
Nulla fu più vivo che un segno certo
lasciato ad asciugarsi sulla fatica
in balia d’insidie.
Forse era l’unico modo,
di non essere a pelo dell’acqua ma il continuo mio vivere,
andato a fondo...
Per il Mondo.
...SIN DOVE È POSSIBILE VEDERE, un sogno orizzontale:
così senza annegarsi per sempre,
così senza sconfinare ma penzolare in lievi volute celesti.
©
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Commenti (1)
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Clara Gismondi18 gennaio 2013
Poesia trascinante... Quel sogno che non ha un prima e un dopo ...lascia lì appesi nel nulla eterno... Molto sentita, grazie!
