Senza rancore

Non m’infastidisce più
il clangore della tua voce, bacia il vuoto
eterno nel mio petto,
serbo per te l’indifferenza delle stagioni,
nel loro fluire disincantato, collassando
una sull’altra, in modo ciclico a ripetersi,
ho gettato l’ultima manciata di rabbia
accarezzando il tuo nome,
che per me rimane
il miraggio nel meriggio di maggio.
©
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L'autore
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Ho iniziato a scrivere per cercare di capirmi, ho continuato per cercare di farmi capire. Alcune cose le sai solo dopo molto tempo e quando le afferri ti stupiscono. Ora capisco perché molte mie poesie hanno la forma di un dialogo, a volte con me stesso altre con chi mi è rimasto dentro, credo di scriverle perché mi
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