Saprò bastare a me stessa
Alma Gjini
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Lasciami, dove comincia la notte
Come il più minuto granello di sabbia
Soffiami, come particella di polvere
Che galleggia nell'aria
E cantami, come il suono della pioggia primaverile
Che cade in un sussurro sottile
O quella autunnale col suo
Contrappunto di schiocchi e crepiti
Ma lasciami, dove comincia la notte
E mi riempirò del suono delle foglie
Che frusciano nel vento
Del rumore della brezza che soffia tra le canne
Del canto delle rane che gracidano nello stagno.
Migliaia di suoni nel mio orecchio,
Troppe forme illusorie nei giochi di luce,
Tanta ebrezza malinconica negli sguardi
E briciole di una reminiscenza
Nel fragoroso silenzio d'argento
-non mutano il fardello del presente-
La fame, la sete e la voglia di scappare
Cancella ogni fremito
Gli occhi nascosti nel buio
Vedono solo un ponte ormai crollato
Di sassi e fango,
-tutto cosi falso
come fiori di plastica in un vaso pregiato -
L’esistenza sa di zucchero e catrame
Assorto nello spazio di un respiro
E l'innocenza mista a follia
Ha dissipato il tempo e l'energia
Nel trascrivere emozioni
Pensando a nulla
Dentro inutili armature
Ma tu lasciami,
Lasciami, dove comincia la notte
Saprò bastare a me stessa...
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L'autore
Alma Gjini
Commenti (1)
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Lilly C Arcudi2 dicembre 2013
L'autrice mirabilmente diversifica due momenti del giorno fatto di zucchero e catrame in cui la follia ha dissipato tempo ed energia, dove aleggia l'ipocrisia, un presente che ferisce e induce a scappare là dove comincia la notte in cui si fermano i rumori, dove ammantano canti e suoni, rifugiarsi nella magia, nella profondità dell'essere, là dove c'è la salvezza, nella ricerca dei valori e con l'amore vivere ancora speranzosi bastandosi a se stessi. Versi meravigliosi, profondi, emozionanti tanto apprezzati.

