Il campino

Rigida brezza penetra vorace le ossa,
lungo l'Arno controcorrente
in quell'offuscato chiarore,
il passo si fa stanco e un vociar intenso
cattura il pensiero sognatore:
sotto l'Arginale quel solito evento è in azione.
Salito di vedetta osservo il composito mosaico
in questo meriggio è tempo di tenzone:
la palla frenetica non perde battuta,
ribaltamenti costanti, adrenalina a mille
e il fischio dell'arbitro a frenare gli ardori,
intorno quel corollario di tifo partigiano e familiare.
Voi piccoli... motivati come campioni
in sgargianti maglie colorate
oggi siete del magico rito primattori,
voi piccoli... in ideali semplici, ma puliti:
quel numero dietro le spalle
è tutta adrenalina che sale e vi coinvolge.
Preso nel vortice anch'io mi sento eccitato
e a ritroso rivivo immagini di un tempo andato,
quando alla rete mi aggrappavo in senso d'aiuto
per spinger nel sacco quella palla galeotta,
la voce accalorata non sempre era appropriata
meritava più di un cartellino giallo...
proprio al limite... del rosso diretto.
I bollenti ardori oggi in me son placati
no la tempra del tifoso che è latente,
basterebbe poco per farla ritornar presente:
accompagnare un pagoletto con il borsone
e le note dello spartito avrebbero un altro calore,
ma la bellezza della vostra spontaneità non ha paragone.
Seguendo i dettami del mister... convinti e motivati
e quell'unità di fondo vi rende superiori,
con semplici gesti siete professori
infondete emozioni e in spirito solidale condottieri,
un nobile esempio... per gli eccitati genitori.
©
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