Nel ricordo

Dieci anni di atroce sofferenza
per mancanza di sensibilità e vero amore,
l'egoismo umano solchi scava e ignora
e da quella solitudine scaturisce il dirompente botto,
che mina il fisico in contro- circuito e l'anima
in quella disperata ricerca di vera identità.
Si è soli nella vita e spesso incompresi
qull'emarginazione come lama tagliente
si insinua nelle viscere e fa danni dirompenti,
mentre annaspi alla deriva nessuno a seguirti
in questo calvario in attesa di un appiglio
per mantenerti in equilibrio e non dare un taglio.
Ma... quando vieni sommersa dall'enfasi dell'onda
fra i flutti ti perdi e cessi la lotta, presa nel vortice
quella nuova compagna ti prende per mano,
in quelle folli scorribande gridi tutta la tua rabbia
per questa mancanza di comunicazione assurda
e ti dibatti nei tuoi squilibri e nei tuoi drammi.
Quanti domani... sempre maledettamente uguali
in quell'unico appiglio i fratelli d'avventura,
gli altri ergono alto quel muro:- Tu sei malata!
In quella bombardata guerra di psiche
piange l'anima il suo dramma e scarica
su sgualcite pagine l'urlo disperato...
...versi chiari e liberi hanno preso il volo
imponendo a tutti di chiederle... perdono.
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Commenti (1)
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Sara Acireale31 gennaio 2013
Quando a essere malata è la mente, invece del corpo, si assiste a una discriminazione da parte della società nei confronti di chi soffre di disagio mentale, a parte il fatto che psichiatri bravi ce ne sono pochi...È un problema quello dell'emarginazione che procura sofferenza a chi soffre e alla famiglia del paziente che avrebbero bisogno di una rete di solidarietà...È un argomento difficile questo trattato con perizia dal Poeta...
