Una via ci sarà
Gesuino Curreli
1281 poesie pubblicate
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Quando io ti dirò del pianto roco
diviso con gli amici del dolore
saprai appena, e solo poco poco
del palpito che poi si chiama amore.
Forza immensa che plasma ogni respiro,
che muove al bene quanto quella madre
che lacera le carni per leggiadre
pupille aperte al limpido zaffiro.
Penetrare con essa i soffocati
singhiozzi e lo sconcerto mai finito,
offrire la parola a un altro udito,
cercare in confidenze i volti amati.
Carpire un’altra forma di esistenza
che non ha più la voce conosciuta,
e domare alla vita la cocciuta
capacità di strenua resistenza.
Negli occhi che si fissano davanti
e ai quali si regala e si confessa
la fragile illusione e la promessa
tradita di quel “sempre” degli amanti.
Da lì proporsi per una carezza
sicché al dolore si dia il giusto nome,
e odorino di luce anche le chiome
perdute per le madri di tristezza.
E la memoria di chi amammo tanto
lasci infine lo spazio alla speranza
nel tutto inarrestabile che avanza
e conceda una tregua al giusto pianto.
©
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L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
Commenti (2)
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Aldo Bilato1 febbraio 2013
Un pianto ed un tormento assale quando la vita ricorda amore il fine ultimo non si rifiuta tutto s'espande nella terra muta
EmiliaGuerra1 febbraio 2013
carpire un'altra forma di esistenza è l'unica illusione che abbiamo; lirica molto profonda e sentita, complimenti


