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Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Elena Poldan
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Amore 1 febbraio 2013 · lettura 1 min · 7067 letture

Prigioniera

Elena Poldan 512 poesie pubblicate
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vorrei squarciare i miei veli mostrarti le mie stimmate dar voce alla mia anima -malinconica farfalla che geme e si dimena- ma una coltre d’ostinato livore mi confina entro prigioni senza sole m’inchioda a un silenzio letale mi rende di marmo refrattaria ad ogni forma di calore nel frattempo non si vede ma piango genuflessa su me stessa fiumi di lacrime m'inondano tempeste di ghiaccio m’assalgono da sola sto correndo sbandata spora senza rami a cui appigliarsi -salvarsi- mi disperdo in una nube di delirio dove smarrisco il sorriso la forma e il senso del mio andare peregrinando vorrei lasciarti entrare ma non ci riesco
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L'autore
Elena Poldan

Oltre i limiti del finito, oltre giorni preordinati, oltre orizzonti delimitati, c’è uno spazio sconfinato dove navigo alla ricerca di un senso che so già non troverò mai e il bello è proprio questo: è una ricerca senza fine, meravigliosa, che mi disancora da tutto e mi fa sentire libera e infinita. La mia sostanza è

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Commenti (5)

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Thomas Rivolta1 febbraio 2013

se si chiude una porta si può aprire un portone... la vita è questa, l'amore è questo. Gioia dolore passione godimento e lacrime a volontà. Meglio piangere per amore che per un fiore mai colto. La tua poesia è una spremuta di tutto ciò.

Alberto De Matteis1 febbraio 2013

...vorrei lasciarti entrare ma non ci riesco ed allora si sente prigioniera di se stessa. Versi molto tristi, poesia piaciuta ed apprezzata.

Jibi2 febbraio 2013

Penso che l'unica cosa da fare sia porsi all'ascolto del Cuore e alla sua verità affidarsi. E' bella... Si

stefano papa2 febbraio 2013

strano... partita da una "prigione" ti trovi "prigioniera"non sembrerebbe un grande cambiamento... eppure tra “come automa vado a scuola” “Oggi è un mattone per ricominciare a costruire” “ancora non mi vedo” fino a " ma non ci riesco" c'è una evoluzione mai banale e splendidamente espressa, come questa.

EnzoL2 febbraio 2013

a volte siamo carnefici di noi stessi, spesso il nostro soccombere è pura follia ostinata, dolente, infinita un volo imploso, un chiudere a sè stessi e a chi sta fuori... . sbandata spora senza rami -