Ultimo

Orma che lascia rimbombante traccia
e lento il pensiero umile nella bisaccia,
preso nel vortice di insane parole
ti senti sommerso dall'atto speciale.
Tu piccola foglia mossa dal vento
in balia del bello e brutto tempo,
sei barca dispersa in mezzo all'onda
sei misero fuscello inpiccato dal gelo.
Relegato... ultimo... in fondo alla catena
per te solo briciole da portare in cucina,
non cadere supino fra le maglie della rete
come un allocco senza colpo ferire.
Tu... sei fetta polposa di Mondo
non esser comune portata per tutti,
spremi le meningi e annusa l'aria
e fuggi da chi crea inganno e t'ammalia.
Il domani non ti trovi legato alla catena
di un viver falso fatto solo di vetrina,
la tua anima spolpata e senza gloria
dal tirànnide mostro che rinnova la storia.
Come acqua fresca di fonte... destati
le umili forze unisci e non andar per rivoli,
nell'unità di intenti sei corposo gigante
segui sicuro quel nuovo orizzonte
e la mano infreddolita... non sia tremante.
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Commenti (1)
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Saverio Chiti8 febbraio 2013
beh qualcuno disse... "beati gli ultimi..." l'autore, è da questi ultimi, che vorrebbe ripartirsi. da queste persone che niente chiedono, se non di vivere! da coloro che tutto hanno dato e che spesso, troppo spesso, niente hanno raccolto! ci sono catene invisibili che ci legano all'oggi... così magro da vivere, tanto che ciò che si raccoglie, è ben poca cosa. il vento dell'esistenza si fa sempre più forte... serve essere ben piantati al suolo per resistere, per esistere ancora! lottare, credere, vivere... affinché il tiranno mostro non trovi in noi terreno fertile per la sua vittoria! Bella questa tua riflessione, caro poeta... così sempre impegnato... sia nella vita, che in poesia.
