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Cronaca 10 febbraio 2013 · lettura 2 min · 2279 letture

Art. 27 della Costituzione: funzione rieducativa della pena e senso di umanità

Emanuele Strada 143 poesie pubblicate
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Sia clemente Presidente ascolti le parole da chi è carcerato e vede poco il sole. Ci lusinga la sua gita fin qui a San Vittore oggi il carcere è raggiante come il Rolex del Direttore. E' la sua prima volta qui dietro queste sbarre in mezzo a queste guardie con le divise azzurre. Per venti ore al giorno reclusi nelle celle viviamo di regolamenti finché il tempo non ci espelle. Ha visto queste stanze son tre metri quadrati le brande non ci sono e siam tutti ammassati. Dei servizi qui non parlo per rispetto alla persona è un posto fatiscente si sa che non funziona. Se percorre attentamente cento metri del sesto raggio s'accorgerà senz'altro che non è proprio un campeggio. Lo dice anche l'Europa che violati sono i diritti umani siam noi altri e disumani sono i delitti. E non parlo più per me che son già condannato ma per i venticinquemila con un processo accantonato. Speriam che la sua visita ci rechi un po' di grazia la politica si scorda quando ha la pancia sazia. Daltronde il suo fastidio si consuma molto in fretta qui dentro queste mura al massimo un'oretta. E ora vada pure in qualche bel salotto a conferir dei premi a qualche bel corrotto. Che anch'io sono occupato farò il mio tentativo qui dentro questa gabbia di conservarmi vivo.
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Per la prima volta un Presidente della Repubblica visita il penitenziario milanese di San Vittore.

L'autore
Emanuele Strada

Seme contrario alla terra sopravvissuto alla mietitura degli amori sarò pianta robusta nella piantagione del mio nutrimento si prega di lasciare libero il passaggio da nuvole tempestose e cirri di sbadigli da oggi mi nutro di puro sole.

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Commenti (5)

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stelsamo10 febbraio 2013

Errare è umano ed anche la pena dev'essere umana e soprattutto rieducativa di modo che, chi ha sbagliato possa rendersene conto e possa cercare di cambiar vita e avere altre oppotunità! In realtà, come magistralmente scritto dall'autore, nelle nostre carceri, l'art. 27 della costituzione viene ampiamente disatteso! Inoltre ad essere puniti non sono mai i potenti, che nonostante vengano colti con le mani nel sacco, non solo riescono sempre a cavarsela, ma talvolta vengono anche premiati! E' stato un bel gesto quello del presidente, ma sarebbe auspicabile che a quel gesto facessero seguito dei fatti concreti!

stelsamo10 febbraio 2013

Pino Penny10 febbraio 2013

poesia lavorata con cuore e cervello. leggibile, scorrevole, plausibile. gli assistenti sociali che dovrebbero appoggiare il reinserimento agli ex. non esistono nella pratica. dentro s'imparano nuovi trucchi (una specie di università)qualche scrittore, qualche attore, qualche regista in poche "qualcune"strutture ma servono per le pene medio- lunghe. i piccoli che potrebbero esser presi in tempo, non sono rieducati.(ci sono politici che pensano dentro e buttare la chiave. grazie a questi le cose non si aggiusteranno e si dovrebbe loro far provare la cella affollata, ma a loro: domiciliari in villa o in convento.)

Francesco Rossi7 marzo 2013

Grande sensibilità su un argomento spinoso, prevale un senso di spiccata umanità in questi versi dove la concretezza primeggia.

C
Copia Conforme10 agosto 2013

Il tema carceri resta tra quelli qui scottanti in Italia ed allo stesso tempo tra quelli più insabbiati davanti la pubblica opinione. L'Autore fa bene a ricorrere allo strumento letterario per gettare luce sulla molteplicità di queste situazioni. Il testo della Poesia è scorrevole alla lettura, non è un testo di denuncia in senso stretto, ma tuttavia pone in luce situazioni inquietanti, al lettore resta lo scrupolo di formarsi un'opinione "completa" sulla questione "carceri".