Non solo violenza

Ti sei preso sempre il centro della scena
nei secoli rimbombante e senza veli,
in quel redimer discordie hai perso ragione
imponendo l'insano ghigno distruttore.
Ai margini relegata della pace la voce
vezzo non di moda e senza clamore,
sommersa dall'irrazionale e da prepotenza l'azione
reclusa a principi d'intenti e annunciazione.
Uomo sguainando in ogni epoca la spada
ti sei azzannato per mettere il vessillo sul pennone,
mostrando ingordo pavoneggiante il petto
e sul piatto hai messo il peso dell'imposizione.
Lasciando i vinti in brache fra lutti e miserie
incurante del prezzo pagato sull'altare della storia,
dritto sei andato per la sconnessa via
rimangiandoti la parola e svilendo esempi di vita.
Senza pietà sterminando rigogliose presenze
macchiandoti di sangue nel sacrilegio estremo,
soprimendo idee pure e liberi principi
nella meschina giostra del fumoso e servile ideale.
Mai ti sei messo a pensare di far trionfare
le magiche parole: di... democrazia e pace...
le hai usate e continui ignorante ad abusare
del limpido... refolo di vento... per asservirlo a te:
alle insaziabili mire e all'altezzoso volere.
Perirai piccolo uomo accecato di potere
se non ritornerai scalzo a baciar la nuda terra,
se non ti piegherai a bere alla fonte della ragione
e quel frugale pasto d'umiltà sia il tuo boccone,
le nuove vesti profumino dei giusti diritti
e in quell'amore di dialogo si plachino gli spiriti bollenti.
©
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