Amata vecchia cinquecento

Dove sei mia vecchia amata cinquecento
con te in giovinezza era l’intento
di superare la tua cilindrata
per quante volte me l’han data.
Tutta lucida e ben curata
cerchi in lega e volante di pregiato legno
come una bella donna si sentiva ammirata
frutto di fantasia e tanto ingegno.
La tua capienza era ridotta
con la leva del cambio era una lotta
allora si sfruttava il sedile posteriore
per dare il meglio con l’anima e con il cuore.
I vetri appannati dai nostri respiri
sfiniti nelle forze dal hara hiri
torna a te un pensiero doveroso
come fulgido momento amoroso.
Affiora adesso come un fiordo
conservo tuttora e rammento
quel regalo bellissimo avuto come ricordo
e la felicità gioiosa di quel momento.
Adesso cambierebbe volentieri quella
sfiziosa spaziosa e voluminosa
senza nessun pentimento
tornerei a te vecchia amata cinquecento.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!