Il bagno del mondo
Adone Raggi
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Eccomi qui mondo,
nudo spettatore, davanti a te.
Io, consapevole scheggia d'universo,
son ora,
silente notaio
di questo tuo sbalzo d'umore.
Osservo il cielo, mutante,
foglio di carta immacolata,
cedere, a forza,
azzurro inchiostro
per pallido grigio grafite.
Plumbeo scenario, questo,
di stormi di nere virgole alate
che dettano, in frasari di pioggia,
ritmi, imminenti di pianto.
Unisono accordo di piume danzanti
solleva odori crescenti:
asfalto secco
e muschio assetato
abusan di narici impotenti.
Il canto del tuo moto fiero
ammutolisci, così, d'improvviso,
ruggendo urli tonanti
che tatuano rabbia infuocata.
Pregne nuvole friggenti fan da bolle di sapone.
Immergiti, deluso mondo,
nella vasca dell'universo:
lavati dal velo d'anestetica cataratta umana,
lavati da me ancora una volta.
©
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Adone Raggi
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