Un giorno, infine
Gesuino Curreli
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Un giorno, infine, romperò quel suono
delle nebbie frapposte a fare scudo
fra me e il pensiero limpido, se, ignudo,
chiederò, genuflesso, il suo perdono.
E lui mi svelerà se del travaglio
un’anima morrà e sarà felice,
abbandonato il tronco e la radice
come tremula foglia a repentaglio.
Mi salverà da inedia morte lesta,
bella, madreperlata amica cara,
per affrontare ciò che mi prepara
la vita se ad offendermi si appresta.
Chi vorrebbe offuscarmi la ragione
e minacciare al cuore l’asfissia
sarà un’infida, cara amica mia
che mi porse a una lirica stagione,
da quando mi sedusse la poesia.
Infine, poi, però dell’emozione
mi nutrirò per vincere l’inedia,
se il nulla mi circonda e poi mi assedia,
ma non l’avrà mai vinta la finzione.
©
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L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
Commenti (1)
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Francesco Rossi15 marzo 2013
Un rammento al centro del cuore in finissima e intensa poetica.

