Il senso del bene è lacerato
Alma Gjini
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Il senso del bene è lacerato
Ne sento le grida
Un pugno di terra
Addosso a un albero solitario
L’egoismo ottuso
Si sparpaglia nell'aria
Penetra nelle ossa
Mietendosi come un raccolto
Senza sole in faccia
-e si disperde come l’edera-
Dentro il silenzio lacustre
Di un corpo apparente
E governa l’egoismo
Il gioco d’ombra
Tra vetrine e specchi
Scene di comparse
Sparite nello stesso istante
Dell’immagine in esse riflesse
Sopito e silenzioso
Il bene non pretende, non osa
Ali spiegati al vento
Segnati dalle cicatrici,
Un’ultima boccata di vita
Dentro notti cupe e senza pace
Spalancando gli occhi a dismisura
Inseguendosi con l’egoismo
Uno appresso all'altro...
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