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Natura 14 marzo 2013 · lettura 1 min · 1969 letture

Il Salice

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Francesco Fabris Manini 341 poesie pubblicate
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Tra l'aiuola delle viole e il lago, all'angolo del muro rifatto, il Salice ombreggiava i meriggi dell'estate, e sotto i suoi rami, rosa e bianco, alle anziane donne la chioma dava riparo, nel tranquillo gioco delle carte. Cascavano foglie e fiori con un'onda di delicato argento, fino ad accarezzare, complice un assonnato vento, il tocco delle dita assorte tra gli indolenti semi delle carte. Nel silenzio si sfogliavano le nere e le rosse, jolly e pinelle gelavano il pozzo, e labbra, in un sorso di tè appena lambito, muovevano all'aria un suono frammisto al tintinnio di porcellana, da tazzine rosa e ibisco. Non lontano, assiso nella baitella di rami e canne, celebravo il rito del pane e burro (avvolto nella carta appena frusciante), condito con l'incanto del silenzio poco scalfito, dondolante, nello spazio e nel tempo, quell'onda del Salice planante rosa e bianco, in un coricato sonno d'esile argento.
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L'autore
Francesco Fabris Manini

Sono nato nell'immediato dopoguerra e la cronaca della mia vita mi vede risiedere, in tempi e circostanze diversi,in più luoghi geografici e culturali.Soprattutto il Veneto,la Toscana e la Lombardia dove attualmente risiedo.I miei studi primari sono classici (Liceo) e filosofici (Università di Firenze). Amo le mie fig

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Commenti (1)

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Silvia De Angelis14 marzo 2013

Bellissime immagini, descritte in versi davvero raffinati, che s'addentrano in una dimensione quasi idilliaca della natura, in quel suo saper donare pacate emozioni... Poesia molto apprezzata