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Impressioni 15 marzo 2013 · lettura 1 min · 3492 letture

Un eterno urlo turchese

Emanuele Strada 143 poesie pubblicate
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Si compone l'alba nell'avvampare del cielo lungo banchine desolate. Un refolo randagio dissemina promesse d'incanto affidategli da terre lontane. Al largo le ancore artigliano la fortuna sbarazzandosi d'infinite scie di malinconia. Le vele distese come penne di gabbiani emarginati ricordano dipinti luccicanti. Verticale il sole assilla gli occhi, si rincorrono nel proprio mantra le onde stordite. Sconosciuto il loro linguaggio discute di lacerati amori nel frangere perpetuo. Sul confine degli elementi la misura dell'uomo si sperde nella vastità. Un frammento di sogno si congeda dove il mare delinea un eterno urlo turchese.
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Emanuele Strada

Seme contrario alla terra sopravvissuto alla mietitura degli amori sarò pianta robusta nella piantagione del mio nutrimento si prega di lasciare libero il passaggio da nuvole tempestose e cirri di sbadigli da oggi mi nutro di puro sole.

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Commenti (3)

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EnzoL15 marzo 2013

Una bellissima impressione, l'amarezza e tutto il disincato del sentimento attraverso rivoli e schiume d'onda. Ci sono passaggi che mi colpiscono molto. Il mare da sempre nel suo 'stordito' rincorrersi detta e canta l'illusione dell'uomo. la chiusa è superba

rita damonte17 marzo 2013

un quadro poetico egregiamente ben illustrato con armonia scorrevole . un'opera del poeta che riesce a coinvolgere con infinita semplicità il lettore in questa atmosfera... senza fargli perdere la scia .

Fiammetta Campione18 marzo 2013

Leggendo questi splendidi versi mi sono sentita come in un sogno, vagare tra le onde illuminate dai riflessi del sole, lasciarmi trasportare dal vento cullata da piacevoli sensazioni. Bella tutta, dal primo all'ultimo verso, letta e riletta