A Dio quel che è di Dio

A Dio quel che è di Dio
A quel ragazzo,
che è già disceso tra l’inchiostro degli uomini.
La campana del paese suona al finimondo.
Vai, vieni e vedi e dicci tutto quello che è pace,
e se puoi rimani ancora un po’
di tempo e per stelle.
È ammutolito il tuo dolore.
Fai qualche segno su di noi, certo, all’indietro per capir il passato di spine.
Vai, vieni e vedi e dicci tutto ciò che è pace,
riordina il silenzio prima di una congiura,
e sui miracoli commisera
un mezzogiorno di banchetti e pane in abbondanza.
Il cuore si avvia ogni giorno ed ogni giorno insegue te.
Poi,
la sera, la notte che salutiamo con uno scambio di vedute,
e con un saldo di preghiera.
“Non sono un buon cristiano, non sono un tuo scolaro della fede,
non sono un mendicante della ricchezza d’animo...
Ma so che anch’io ti mentirò e mi condannerò.”
A me uomo quello che è dell’uomo e il suo macigno di peccati...
©
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