Vecchi sposi
Emanuele Strada
143 poesie pubblicate
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Dopo pranzo riposano
su cuscini disillusi
coperti da sogni appassiti
in stanze fiorite di lavanda
tra un dialetto d'antiquariato
e una cortesia in disuso.
Cresce polvere sul cellophane
di mobili sempre nuovi.
Si preservono da caciare assordanti,
nell'aria suona l'ammonimento
di carta strappata dal calendario.
La voce s'addormenta
lasciandosi morire,
distanti parole distratte
smarriscono la via
e in punta di piedi
oltrepassano gli occhi ancora sognanti.
Compiono viaggi
al limite del quartiere
il Dottore rimpiange la giovinezza con una cravatta
la Signora si abbina in un'eleganza lontana
sottobraccio s'annodano
a ricordarmi che è domenica.
Alla sera s'addormentano
smarrendo l'abituale sincronia del risveglio.
Sopravvivono all'amato
non amando la loro sopravvivenza.
©
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L'autore
Emanuele Strada
Seme contrario alla terra sopravvissuto alla mietitura degli amori sarò pianta robusta nella piantagione del mio nutrimento si prega di lasciare libero il passaggio da nuvole tempestose e cirri di sbadigli da oggi mi nutro di puro sole.
Commenti (1)
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Francesco Rossi31 marzo 2013
Una bellissima poesia dove l'autore verseggia mirabilmente con spiccata sensibilità.

