Er capretto
Er lunedì de Pasqua, de matina,
sempre faccio secondo tradizione
na gita fori porta lì ‘n Sabbina.
E mentre giro ‘ntorno ar macerone
me vanno l’occhi su na conoscenza
che stava a coce ‘e costole d’agnello
co ‘n’ aria de dorcezza e de ‘nnocenza.
– Ma come – je domanno – t’è fratello?
Porta ‘o stesso pizzo sotto ar mento,
anvedi, uguale aggita ‘a coda,
su ‘a fronte ‘o stesso monumento:
atteggiamento tuo che va de moda.
Fino a ièri facevi vittimismo,
mò te se’ dato àr cannibalismo.–
©
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L'autore
filiberto
Sono nato nel 1949 in un piccolo borgo in provincia di Rieti e, dopo varie peregrinazioni in tutta Italia, ora risiedo in Molise. Mi piace leggere di tutto e scrivere sia in versi liberi e sciolti, sia in rima, ma in questo secondo caso non mi sento eccessivamente vincolato dalle regole della metrica che interpreto,
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