La prima ora
Vincenzo Strati
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La luce irrompe in cameretta,
seppur smorzata dalle vecchie tende,
nelle lenzuola c'è chi non ha fretta
perché il pensare ancor lo stende.
Un dubbio assale la propria mente,
se “uno" è numero o persona,
quando non riesci a veder niente
e ciò che ascolti con tutto stona.
Quante promesse, false illusioni,
da chi vuole consenso ricevute
strette di mano, assicurazioni,
poi al poter mai mantenute.
Non per denaro si vuole lavoro,
ma per guadagnar la propria dignità,
e ciò che vale più di tutto l'oro
è trovar se stessi con ciò che si ha.
Ad un tratto la materna carezza
sfiora dolce il rabbuiato viso,
s'incrociano occhi senza certezza,
com'è affaticato quel sorriso.
“Quale avvenire? Quale futuro?
Chissà se per me c'è posto ancora?
Sarà questo un giorno meno duro?”.
I tormenti di questa prima ora.
Ma ecco una brezza improvvisa
che spinge a lasciar la stretta stanza
e dona energia mai invisa,
motore di vita è la Speranza.
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