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Cronaca 30 maggio 2013 · lettura 2 min · 1624 letture

Il gigante e il nano

Vincenzo Strati 19 poesie pubblicate
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Papà vorrei correre con te, facciamolo tenendoci per mano e se mi stanco non ridere di me, prendimi in braccio, fallo piano. Ricordi la nostra prima volta, guardavi me e alla mamma sorridevi, la tua vita era giunta a una svolta, di proteggermi sempre promettevi. E il giorno che a casa sei tornato e barcollando iniziai a camminare, tu contento poi mi hai incoraggiato dopo ogni caduta a riprovare. Crescevo e andavamo al parco, dalla panchina mi sembravi veloce, apparivi e scomparivi da ogni varco e ti faceva compagnia la mia voce. Sai, oggi mi sento tanto felice perché con te il traguardo taglierò e da grande, il mio cuore mi dice che pure io la maratona farò. Boom! Boom! Dove sei papà? Non ti vedo più, neanche ti sento. Spiegami cos’è successo qua, se mi ha portato via il vento. Udirti piangere ora mi pare, più volte il mio nome stai gridando, le tue lacrime mi stanno a bagnare, ma io ormai ti sto salutando. Dai, non prendertela con te adesso, non hai colpe per quello che è accaduto, ciò che otto anni fa mi hai promesso, credimi, lo hai davvero mantenuto. Papà mi chiamano, aspettano me, me ne vado a correre più lontano, adesso tocca a me proteggere te, ora sono io il gigante e tu il nano.
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Vincenzo Strati
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