Di un ricordo non chiesto
Finiva di spegnersi
A poco a poco scivolando
In un labirinto di vicoli
Malefici come uno specchio
La mia canzone preferita
Ora è qui
A est ritornano le navi
Di anno in anno come in un segreto
Che si consuma nell’incontro
Successivo nel tempio di nuovo
Aperto all’universo autodidatta
E dilettante più severo
Di un ricordo non chiesto
Perché resta in attesa a ogni angolo
Di strade sbarrate con musi
Intricati di rimpianti e di figli
Sognati pezzo dopo pezzo
Vorrei tenermi lontano
Dal pericoloso e breve amore
Che ho sentito nel silenzio di bocche
Spalancate e nel risveglio di parole
In rovina nelle albe affamate
Di quest’ultima sua versione
Accattivante per chi la otterrà
Mentre non potevamo lasciare
Così dopo aver sentito
E più tardi si leggeva smarriti
Che lo sguardo sia quello sguardo
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Commenti (2)
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Leaf27 marzo 2007
l’ho letta e riletta, per inseguire il filo misterioso che lega ad uno ad uno i versi... a volte appare, a volte scompare... eppure..c’è qualcosa che incatena, in questo testo... è torbidamente affascinante..
E
Evaluna Sperber3 novembre 2007
è esattamente questo che resta... un ricordo, che pur non volendolo esplode ovunque un dettaglio, che solo il sub coscente coglie, lo evoca. e allora si è vittime di quel groppuscolo inutile e doloroso di cellule del nostro cervello che sembrano attivarsi da sole nello sprouting ormai impossibile da lobotomizzare... e solo l'alzheimer potrebbe salvarci, ma nn è detto. ché la memoria remota è l'unica che rimane... ti sto leggendo tutto... esaltata!!!!!!
