Il sasso nella scarpa
Emanuele Strada
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S'intravvede a malapena
la storica occasione
di quest'aria indolente
che vuole tramutarsi.
Nell'infrangere dei mattini
in questi occhi circospetti
con un cuore di vitello
che del piombo ha la zavorra
sulle ali della mosca.
Voli tesi senza approdi
disarmati negli affetti
con pensieri presi a nolo
acciuffati nei cilindri
di qualche mago perditempo.
Non stupiscono gli occhiali
con le lenti troppo opache
che han scordato i riflessi
dentro ad occhi occultati.
Qui nessuno si sofferma
per la conta degli anelli
figli del sasso e dell'acqua
e del tempo in dilatarsi.
Ingenuamente li conservo
a chi ne chiede ed è distratto
a chi ha bisogno di annientare
ciò che più lo può ferire.
Da chi è così braccato,
da una scrivania confezionato
senza pretese di rivincita
senza ambizioni di una perdita.
Ingarbugliato nei gomitoli
di conforto pronto all'uso
dalle finestre affaccianti
sulla vita di qualcun'altro.
Avrei potuto anch'io mischiarmi
all'amalgama omogenea
ma ero sprovvisto di bottiglie
per impastarmi al vostro servizio.
Ed ora che sul banco della gente
il conto chiuso è pari a zero
batto i piattini speranzoso
di intrappolarvi anche per sbaglio
un briciolo di dignità.
Da quel popolo informato
che ormai è un gregge impetuoso
so distinguermi di lato
sono quello nella foto
con gli occhi rossi e sempre stanchi.
Sfoggio un bel sorriso
e piango la rovina,
ma rido al primo sole
che si affaccia alla mattina.
©
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L'autore
Emanuele Strada
Seme contrario alla terra sopravvissuto alla mietitura degli amori sarò pianta robusta nella piantagione del mio nutrimento si prega di lasciare libero il passaggio da nuvole tempestose e cirri di sbadigli da oggi mi nutro di puro sole.
Commenti (1)
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hy ju23 aprile 2013
Il ritratto di un umanità che nonostante le sconfitte apparenze, non ha ancora smesso di amare la vita
