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Spirituali 2 maggio 2013 · lettura 2 min · 1882 letture

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Elena Poldan 512 poesie pubblicate
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scorgimi fra i miei vetri infranti non vedi le mie unghie spezzate il mio scheletro muto che si dimena e sbatte contro spranghe sorde solo tenebre dense attorno al mio asse vacillante echi malsani tra foglie e deliri riflessi distorti di fragili pene in questa notte di fiele senza Morfeo e senza stelle nessun principe al galoppo per varcare il Tempo oscuro vaticinio tramano demoni letali non odi le mia urla ininterrotte fra schegge di sangue imperi di niente che mi sgretolano in mille stelle finte misera valle di ricordi senza gambe non vedi il mio fiato perduto fra asfalti dimenticati le mie cadute rovinose ascolta il mio pianto nel vento sibila tra fronde di cipressi e si disperde nelle onde dell'universo accoglimi nei tuoi occhi profondi assorbimi nel tuo sospiro d'immenso estingui il mio tormento accendi lanterne nei labirinti bui sconfiggi vampiri ghignanti sul mio esile collo salvami da sicuro decesso sul baratro delle sconfitte ormai la luce scolora e il giorno m'abbandona vicina avverto la Sorella che infida e selvaggia recide aurore alle mie stagioni allontanala dalla mia anima che pace non trova se non nella guerra che combatte ma da sola
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... grazie per l'affetto, ma io sto bene e questa è solo una poesia!

L'autore
Elena Poldan

Oltre i limiti del finito, oltre giorni preordinati, oltre orizzonti delimitati, c’è uno spazio sconfinato dove navigo alla ricerca di un senso che so già non troverò mai e il bello è proprio questo: è una ricerca senza fine, meravigliosa, che mi disancora da tutto e mi fa sentire libera e infinita. La mia sostanza è

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Commenti (7)

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sembra una poesia disperata, ma la morte è vista come una sorella, come una presenza che da sollievo. Alla fine, è una poesia di vita... b r a v i s s i m a

T
Thomas Rivolta2 maggio 2013

Doloroso e profondo l'urlo che sento in questa Tua bellissima lirica... una supplica verso chi dovrebbe rispondere alle nostre domande, ma a volte sembra non accorgersi di noi. Sono certo che ti ascolta e non ti mette in disparte perché ha capito che sei una creatura dolcemente vera. Elegantissima la chiusa.

Jibi2 maggio 2013

Quando tutto sembra inutile e la lotta con se stessi insostenibile e persa, il percorso è scandito dal conto alla rovescia della propria esistenza... Poesia toccante con accenti di disperazione, la sofferenza che pervade ogni verso raggela e mi tocca profondamente. Chiusa fantastica.

Giacomo Scimonelli3 maggio 2013

sarà solo una poesia... ma che poesia... versi che toccano il cuore... intensità unica che non può non coinvolgere il lettore... una disperazione che si tocca con le mani e soffoca quasi ... apprezzatissima

G
Gandalf bleu3 maggio 2013

Non è solo una poesia... c'è tanto di te dentro, complimenti

EnzoL3 maggio 2013

Non posso che condividere a pieno la nota dell'autrice spesso si fa confusione tra 'vita' e Poesia, l'essere poetico è multiforma, non ha una sua veste precisa e spesso si adatta a pensieri neanche propri, ma alle sensazioni. Il cercare di carpire il vero dentro una poesia non è sempre corretto, anzi... il testo è certamente a tinte forti e dolorose, ben scritto ben scandito, emoziona (fa il suo lavoro che è quello di regalare emozioni a chi legge, non autoanalisi)

Azar Rudif4 maggio 2013

"questa è solo una posia"... certo che la nota non rende merito a quanto si legge nei versi. Premesso che una poesia rappresenta in versi il "sentire" o lo stato d'animo dell'autore questi versi combaciano con tale definizione e non sono un semplice gioco lettarario, un gioco di parole. Ci leggo una visione disperata della vita verso la quale, per fortuna, si sceglie di combattere. Urla, fiato, pianto sono atti di ribellione anche quando si chiede aiuto (accoglienza), ma non ci si può abbandonare al Tempo e ad una Sorella che non è una nemica, ma solo una funzione dell'esistenza. Anche la "Sorella" è una schiava, una serva di tutto ciò. Siamo tutti in un gioco di un Dio e l'autore decide bene di affrotarlo da sola...