Ascoltami

Oltre i limiti del finito, oltre giorni preordinati, oltre orizzonti delimitati, c’è uno spazio sconfinato dove navigo alla ricerca di un senso che so già non troverò mai e il bello è proprio questo: è una ricerca senza fine, meravigliosa, che mi disancora da tutto e mi fa sentire libera e infinita. La mia sostanza è
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sembra una poesia disperata, ma la morte è vista come una sorella, come una presenza che da sollievo. Alla fine, è una poesia di vita... b r a v i s s i m a
Doloroso e profondo l'urlo che sento in questa Tua bellissima lirica... una supplica verso chi dovrebbe rispondere alle nostre domande, ma a volte sembra non accorgersi di noi. Sono certo che ti ascolta e non ti mette in disparte perché ha capito che sei una creatura dolcemente vera. Elegantissima la chiusa.
Quando tutto sembra inutile e la lotta con se stessi insostenibile e persa, il percorso è scandito dal conto alla rovescia della propria esistenza... Poesia toccante con accenti di disperazione, la sofferenza che pervade ogni verso raggela e mi tocca profondamente. Chiusa fantastica.
sarà solo una poesia... ma che poesia... versi che toccano il cuore... intensità unica che non può non coinvolgere il lettore... una disperazione che si tocca con le mani e soffoca quasi ... apprezzatissima
Non è solo una poesia... c'è tanto di te dentro, complimenti
Non posso che condividere a pieno la nota dell'autrice spesso si fa confusione tra 'vita' e Poesia, l'essere poetico è multiforma, non ha una sua veste precisa e spesso si adatta a pensieri neanche propri, ma alle sensazioni. Il cercare di carpire il vero dentro una poesia non è sempre corretto, anzi... il testo è certamente a tinte forti e dolorose, ben scritto ben scandito, emoziona (fa il suo lavoro che è quello di regalare emozioni a chi legge, non autoanalisi)
"questa è solo una posia"... certo che la nota non rende merito a quanto si legge nei versi. Premesso che una poesia rappresenta in versi il "sentire" o lo stato d'animo dell'autore questi versi combaciano con tale definizione e non sono un semplice gioco lettarario, un gioco di parole. Ci leggo una visione disperata della vita verso la quale, per fortuna, si sceglie di combattere. Urla, fiato, pianto sono atti di ribellione anche quando si chiede aiuto (accoglienza), ma non ci si può abbandonare al Tempo e ad una Sorella che non è una nemica, ma solo una funzione dell'esistenza. Anche la "Sorella" è una schiava, una serva di tutto ciò. Siamo tutti in un gioco di un Dio e l'autore decide bene di affrotarlo da sola...





